IL PROGETTO

Realizzare  a Milano, un complesso di strutture di eccellenza che svolga un’azione coordinata, per il tramite di una Fondazione, nella ricerca, formazione e cura nelle principali patologie del nostro secolo…

Con un modello innovativo che preveda la distinzione della responsabilità, della proprietà e della gestione:

  • delle attività cliniche e di ricerca
  • degli investimenti strutturali

Il CERBA sorgerà a Milano, in via Ripamonti, in adiacenza all'esistente Istituto Europeo di Oncologia.

Si tratta di un'area ad oggi inutilizzata, da riconvertire e valorizzare in strutture di servizio ma anche in aree fruibili di pubblica utilità.

L'accessibilità è garantita dalla contiguità con le maggiori arterie di traffico (tangenziali, autostrade, etc.), nonché da un sistema di trasporti pubblici in diretto collegamento con la rete del capoluogo lombardo.

 

Fondazione CERBA - La sede

 

620.000 mq area totale
di cui
320.000 mq
parco verde attrezzato aperto
anche al pubblico.

300.000 mq
centri di ricerca, diagnostica, clinica, nuclei residenziali, strutture comuni (sale convegni, biblioteche, aule, sale studio, aree di attesa e soggiorno, bar e ristoranti, negozi e servizi, etc.).

Il progetto si sviluppa su un modello innovativo di edilizia sanitaria che associa l’originalità delle soluzioni architettoniche alla funzionalità degli edifici studiata in stretta relazione alle esigenze clinico-scientifiche.

Le caratteristiche di modularità e flessibilità che caretterizzano il modello garantiscono la adattabilità del modulo anche nel futuro alle nuove esigenze emergenti dallo sviluppo clinico-scientifico.

L’attenzione all’ umanizzazione delle cure e dell’ambiente di lavoro è massima e mai posposta all’efficienza della “macchina” molto complessa.
Il modello architettonico del CERBA rappresenta una tipica espressione della migliore creatività made in Italy per la prima volta applicata ad un'iniziativa di carattere clinico, scientifico e didattico.

180.000 mq
strutture di diagnosi e cura

65.000 mq
per ricerca sperimentale e clinica

18.000 mq
per la didattica

Tutti gli ambienti godono di un'ampia luminosità naturale, in parte con visibilità sul parco. Le aree dei ricercatori sono in diretto collegamento, orizzontale e verticale, con le aree cliniche.

40.000 mq
residenze asservite

7.000 mq
attività commerciali

155.000 mq
parcheggi (interrati e fuori terra)

 

La distribuzione funzionale


 

 

Modularità


Linee guida progettuali
Le soluzioni progettate per il CERBA costituiscono una evoluzione del disegno adottato da Istituti innovativi e qualificati, integrando le caratteristiche e le specificità previste per l’Ospedale Modello (Veronesi – Piano - Mauri).

Garantiscono possibilità di flessibilità e conformabilità dimensionale alle esigenze dei singoli istituti, differenti pur in un unico disegno generale.

Il layout del CERBA rappresenta un sistema unificante per tutti gli istituti nel quale gli spazi dedicati alle diverse aree di attività (assistenza sanitaria, ricerca e diagnosi e cura) trovano una razionale distribuzione in base ai processi da effettuare, in particolare:

  • gli spazi dedicati alla ricerca sono direttamente collegati a quelli della degenza in modo da facilitare gli scambi e favorire la ricerca traslazionale.
  • l’area della degenza è collegata a uno spazio dedicato ai servizi diagnostico terapeutici e di supporto sanitario, così da ottimizzare la qualità e l’efficienza di questi servizi.

L’architettura del CERBA è sviluppata per integrarsi con armonia e discrezione nel contesto ambientale del parco agricolo sud valorizzandone la fruibilità.

Il principio dell’umanizzazione dei servizi per la salute ha comportato una progettazione nel rispetto dello spazio, della tradizione e dell'integrazione col verde.

Il progetto prende l'avvio dal presupposto ambientale per realizzare servizi e strutture  di eccellenza.

 

La Fondazione CERBA - L'ambiente

 

Un parco pubblico attrezzato, in un'area verde riqualificata, come parte di un ampio piano territoriale che prevede il risanamento e la valorizzazione di altri territori ambientali.

Per chi si trova all'interno delle strutture (personale e degenti) il verde esterno è immagine di serenità e positività, incentivo favorevole al lavoro e alla guarigione.

Tetti verdi: giardini pensili sul tetto e ambienti a patio, fruibili dal personale e quando possibile dai degenti, moltiplicando così anche lo spazio disponibile e la luce naturale negli ambienti.

Architettura a risparmio energetico: luce del giorno negli ambienti di lavoro valorizzata al meglio, edifici realizzati contro la dispersione di energia, strutture variabili anti-irraggiamento per l’estate, apparati per la produzione di energia solare, sistema di raffreddamento centrale a “energia efficiente” con immagazzinamento termico.

Il progetto prevede che faranno parte inizialmente del CERBA Istituti scientifici operanti in:

Oncologia
Cardiologia
Neuroscienze
Radioterapia  
Ricerca  
Didattica
 

Successivamente entreranno altri Istituti operanti in differenti discipline, quali:

Medicina Perinatale e del Primo Sviluppo
Ortopedia e reumatologia
Endocrinologia
Metabolismo
Immunologia e Infettivologia
Riabilitazione
Imaging Biomedico
Bioingegneria Industriale
Bioinformatica
Scienze Infermieristiche
Tecnologia dell’Informazione

I SOGGETTI OPERANTI
E’ previsto il coinvolgimento di due categorie di soggetti:

  • i promotori, ovvero gli istituti clinico-scientifici che daranno vita al CERBA;
  • i finanziatori, ovvero i soggetti che a vario titolo forniranno le risorse per la realizzazione delle infrastrutture della Città della Salute;

Unitamente a due elementi innovativi:

  • l’organismo deputato al coordinamento della ricerca (la Fondazione) e
  • il veicolo finanziario (il Fondo) che realizza e gestisce gli assets del progetto.

 

IL MODELLO ECONOMICO
di funzionamento del CERBA si basa sulla distinzione della responsabilità, della proprietà e della gestione delle:

  • Attività cliniche e scientifiche: saranno in capo ai singoli istituti che manterranno una propria autonomia giuridica, patrimoniale ed economica.
  • Investimenti immobiliari: saranno in capo ad uno strumento finanziario che acquisirà, realizzerà e metterà a reddito gli assets del progetto locandoli agli istituti.

Dati relativi alla fase uno.

Attività annue previste

  • 45.000 ricoveri
  • 27.000 interventi chirurgici
  • 30.000 cicli di radioterapia
  • 800.000 visite ambulatoriali
  • 300.000 prestazioni diagnostiche avanzate

 

Facilities

Ricerca

  • piattaforme tecnologiche condivise
  • (GMP, genomic, proteomic, cell sorting,     
  • arrays,nanotec, criobank, etc.)
  • 1.100 postazioni per ricercatori

  Clinica

  • 20 sale operatorie
  • sincrotrone e protonterapia
  • ciclotrone e medicina nucleare
  • 60 grandi attrezzature diagnostiche avanzate
  • 160 ambulatori
  • 550 letti di cui
    • 50 terapia intensiva
    • 100 day hospital e day surgery

Didattica

  • centro congressi da 800 posti
  • biblioteche
  • aule
  • laboratori didattici

Personale

  • 4.000 persone di cui
    • 1.800 clinica
    • 1.400 ricerca e didattica

Parcheggi

  • 4.500 posti auto

 

Gli Istituti partecipanti potranno concentrare gli investimenti nel loro core business prendendo in affitto gli immobili in cui svolgono la propria attività senza doverne acquisire la proprietà.


Le realizzazione del CERBA comporterà investimenti complessivi di larga massima così riepilogabili:

Fase 1:
Investimenti complessivi stimati, al netto di spese tecniche e oneri finanziari, per circa € 848 Mln.
Suddivisi in:
investimenti per costruzioni e impianti per € 595 Mln,
investimenti per la realizzazione di un parco attrezzato ad uso pubblico per € 23 Mln,
investimenti per nuove attrezzature e macchinari per € 230 Mln (di cui circa € 100 Mln destinati ad un sincrotrone per protonterapia).

Fase 2:
Investimenti complessivi stimati, al netto di spese tecniche e oneri finanziari, per circa € 456 Mln.
Suddivisi in:
investimenti per costruzioni e impianti per € 326 Mln,
investimenti per nuove attrezzature e macchinari per € 130 Mln.
Gli investimenti per costruzioni e impianti sono ipotizzati a carico dei soggetti finanziatori degli assets immobiliari che a vario titolo forniranno le risorse necessarie mentre quelli per attrezzature e macchinari clinici e scientifici sono ipotizzati a carico dei soggetti gestori gli istituti partecipanti.